
Il 28/10/11 in auditorium si è svolto un primo appuntamento del gruppo FB “Belmonte Informa” denominato OPERAZIONE VERITÀ. Presenta Gaia Zambardino responsabile del gruppo FB, ospite d’onore l’ex Sindaco Saverio Barrale.
Sono circa 1300 gli iscritti al gruppo ma pochissimi i presenti, probabilmente non più di 50 persone, ciò a dimostrazione che passare dal virtuale al reale non è così immediato, è un atto impegnativo per tutti, anche per noi, è comprensibile ma non più accettabile.
Quale migliore occasione per chiedere chiarimenti all’ex-sindaco ?
Una serie di domande mirate poste dalla moderatrice alla quale l’ex sindaco risponde in maniera preparata e organica, è chiaramente (e giustamente) un tentativo di difesa nei confronti dell’opinione pubblica che imputa all’ex amministrazione il disastro economico e quindi sociale della nostra comunità. Presto pubblicheremo i video e analizzeremo i contenuti facendo le ricerche dovute. Due domande del pubblico in sala, il “nostro” Marco La Diega e il prof. Mazzola. Scelgono la via del silenzio i consiglieri comunali e l’ex sindaco Maurizio Milone. Si rimanda ad un confronto successivo o quanto detto in aula consiliare è già sufficiente?
Non mettiamo in dubbio che quanto abbia detto l’ex- sindaco Barrale sia vero, cioè che sulla gestione di questi ultimi 4 anni sono pesati debiti e impegni di spesa pregressi come può essere la regolarizzazione della polizia municipale, i mutui contratti per la realizzazione di opere pubbliche o i dipendenti comunali non passati all’ATO (Perchè non sono passati all'ATO? Non ci sono vouluti andare o non li hanno fatti andare?).
Ma sono questioni, sono conti, che non possono giustificare totalmente il debito maturato nei confronti dell’ATO e la mancata presa di posizione su un “canone” che da 700.000 è schizzato oggi a 2.2 Milioni di euro. Il vero problema!
Un debito che si aggira sui 5-7 MLN che non può essere frutto di questi mesi di vuoto (come dimostrano gli articoli di giornale di questi anni) ma che evidentemente è cresciuto dal 2005 ad oggi. Ma come mai la bolla scoppia con l’arrivo del commissario? Non era prevedibile l’insolvibilità ? Quali provvedimenti sono stati adottati ? Perché prima di lasciare non è stato redatto il bilancio di previsione?
“Dall’ATO non si può uscire” tuona l’ex sindaco ed in effetti il commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Sicilia obbligò i comuni ad entrare nelle società d’ambito, ma c’è una convenzione che vincola l’ATO ad eseguire delle prestazioni. Le prestazioni richieste tra le quali la differenziata(per legge), la pulizia delle strade o il lavaggio dei cassonetti non mai state rese. “Non è vero che sono state pagate”, ammesso ciò anche se il commissario straordinario non ha smentito i consiglieri che in seduta aperta hanno denunciato queste anomalie, dove lavoro io e credo ognuno di noi con i soldi propri se ha bisogno di una prestazione, fa un contratto … un patto e se questo non viene rispettato:
· Non paga le prestazioni
· Diffida la ditta/la persona invitandola a fare quanto dovuto
· Se non si mette in carreggiata scioglie il contratto
· Per il futuro non si rivolgerà più a chi sa che non effettuerà la prestazione
Il comune poteva e può benissimo rivolgersi ad altri che garantiscano la prestazione visto che l’ATO contravviene alla convenzione stipulata e che buona parte dei servizi non resi hanno un elevato carattere socio-sanitario e nessuno inclusa la magistratura, la regione, lo stato credo possa eccepire nulla.
Che senso ha affidare il lavoro a chi sai che mai lo farà ?
Siamo soci dell’ATO all’8 e qualcosa % e su di noi cittadini sono stati caricati dei debiti contratti dalla stessa per non meglio specificati motivi non si sa con chi. Allora l’ATO ci spieghi punto punto, voce per voce con chi e perché e se lo riteniamo legittimo paghiamo viceversa per quanto ci riguarda bisogna andare in tribunale, il comune in rappresentanza dei cittadini si costituisca parte lesa.
L’ATOPA2 fu già diffidata nel 2009 dal prefetto Trevisone e abbiamo esempi di diversi comuni che si sono dichiarati parte civile in processi contro i CdA delle ATO di Caltanisetta e Messina per aver gonfiato i bilanci.
Anche sul COINRES, la società d'ambito che opera su Misilmeri ci sono inchieste in corso. Il comune di Marineo ha affidato la differenziata ad una società privata raggiungendo il 60% con obiettivo RIFIUTI ZERO al 2020, strategia della quale ci sentiamo sostenitori, altro che termovalorizzatori. Anche Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela hanno affidato la differenziata a società terze.
Noi cosa aspettiamo ? 1.000 Firme in arrivo!












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